EOS. Protezione dagli overstress elettrici

Il LED è un dispositivo alquanto sensibile riguardo ad alcuni fattori esterni. In particolare, gli overstress elettrici (i cosiddetti EOS) sono causati da eventi di tipo elettrico, ovvero da tensioni e correnti con valori superiori a quelli massimi accettati dai moduli LED.

Le correnti possono attraversare la serie LED in due modi: modo differenziale e modo comune. Se le correnti di modo differenziale, altamente distruttive, sono eliminate dai moderni e più efficienti alimentatori, quelle di modo comune sono le più subdole in quanto dipendenti dalla topologia del circuito stampato e dai materiali utilizzati e quindi spesso, essendo difficili da eliminare, si rilevano distruttive per i moduli led.

I LED colpiti da queste correnti parassite smettono di funzionare anche se appaiono visivamente in ottimo stato, puliti e privi di bruciature o ingiallimento della lente primaria. Al fine di ripristinare la lampada bisogna ricorrere alla sostituzione del modulo led che comporta la rimozione della lampada e la sua completa sostituzione con evidenti disagi e spese aggiuntive. Inoltre il problema potrebbe ripresentarsi se non viene risolto a monte.

Gli ingegneri della Niteko hanno individuato il problema mediante analisi e test in laboratorio e sul campo e hanno studiato una esclusiva soluzione tecnologica di protezione contro gli stress di natura elettrica denominato Advanced EOS Protection System che consente di abbattere quasi completamente i failure causati da EOS, tanto che i prodotti Niteko possono essere definiti “EOS free” e di conseguenza risultano essere le lampade tra le più affidabili del settore contenendo il tasso di guasto al di sotto dello 0,2% annuo.

Ciò ha consentito alla Niteko di essere la prima azienda produttrice al mondo ad introdurre la garanzia a vita per tutta la sua linea di prodotti.

Senza la necessità di addentrarsi fisicamente nelle cause che portano a fenomeni di EOS, serve sapere che esse sono causate dal fatto che i LED vengono fatti funzionare per pochissimi istanti (nell’ordine dei microsecondi) in condizioni di tensione e corrente al di sopra dei valori massimi consentiti indicati dal costruttore, con la formazione di microfratture strutturali.